sabato 26 dicembre 2009

Chiudere il cerchio

Può una debolezza divenire una forza? Penso di si, e questo perché non sappiamo valutare con obiettività quello che siamo e quello che facciamo. Ad esempio io non possiedo niente. Poi non ho parenti oltre mia madre e mia sorella, tutti gli altri non li frequento o meglio, non mi frequentano. Ho un lavoro qualsiasi che potrei fare tranquillamente altrove. La città in cui vivo non ha niente da offrire in termini di cosmopolitismo, apertura al mondo, dinamismo culturale e sociale, che sono poi le cose che mi interessano. Quindi per farla breve, visto che qui sono "debole", semplicemente perché non ho niente, neanche una ragazza che mi ami, la qual cosa può sembrare una pretesa detta così, ma è solo un altro esempio di "debolezza" (si è più forti in due, lo sanno tutti), posso licenziarmi e azzardare l'ignoto in un luogo lontano e tentare quindi di chiudere il cerchio della mia vita, non nel senso di chiudere, ma nel senso di dare la giusta e ineluttabile svolta alla mia vita, svolta che non avrei mai cercato se avessi avuto oggi un appartamento, un lavoro redditizio, una moglie, dei figli e una fila di parenti amorevoli, una vita "forte" ma che non mi apparterrebbe davvero perché non è la mia oggi.

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